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Istat: Cgil, Paese diseguale e frammentato

Roma, 17 maggio – “Un Paese diseguale e frammentato nel quale dal 2008 sono aumentate progressivamente povertà e disoccupazione, aggravando le diseguaglianze economiche e sociali, le stesse che hanno generato la crisi”. È quanto si legge in una nota della Cgil nazionale a commento della venticinquesima edizione del Rapporto annuale Istat.

“Una società, quella italiana, in cui – prosegue la Confederazione – il primo elemento di iniquità risiede nella condizione professionale, dunque nella distribuzione del reddito e nella restituzione al lavoro di salari, occupazione e welfare. A dividere le famiglie italiane sono anche consumi e condizioni materiali, con un gap tra Nord e Sud del Paese sotto tutti i profili”.

“Come dimostrano i dati sull’andamento delle retribuzioni – si sottolinea nella nota –  solo grazie alla contrattazione collettiva la domanda interna ha retto l’urto della crisi globale. Eppure, si continuano a privilegiare politiche all’insegna dell’austerità e della svalutazione competitiva del lavoro”.

Secondo la Cgil “investimenti e occupazione si confermano i punti dolenti della nostra economia. Bassa crescita e disoccupazione possono essere risolti solo con un significativo programma di investimenti pubblici e creando lavoro”. “Serve quindi – aggiunge in conclusione il sindacato di Corso d’Italia – uno shock a partire da un Piano straordinario per l’occupazione giovanile e femminile, vera emergenza del Paese, o tutte le grandi tendenze socio-demografiche tra cui spiccano invecchiamento, bassa natalità e difficoltà delle nuove generazioni a lavorare e realizzarsi, continueranno a peggiorare e non troveranno mai soluzione”.