Adesioni dai posti di lavoro alla manifestazione del 6, promossa dalla Cgil. Portuali, lavoratori Amap e delle società del gruppo Eni in piazza per la pace, a sostegno della Global Sumud Flotilla
Palermo 4 settembre 2025 – Altre adesioni alla manifestazione promossa dalla Cgil Palermo del 6 settembre “Fermiamo la barbarie”, con movimenti e associazioni, a sostegno della missione umanitaria della “Global Sumud Flotilla per Gaza”. Dopo i medici, tecnici, infermieri e operatori sanitari dell’ospedale Civico iscritti alla Fp Cgil Palermo, già protagonisti del digiuno per Gaza, l’adesione arriva da altri luoghi di lavoro della città, dai Portuali di Palermo iscritti alla Filt Cgil, dai lavoratori di Amap e delle società del gruppo Eni.
I portuali palermitani esprimono vicinanza ai loro colleghi portuali di Genova, “Siamo anche noi in prima fila per la pace e parteciperemo sabato alla manifestazione per sostenere la missione e inviamo tutta la nostra solidarietà al popolo palestinese. Siamo vicini a quanto i colleghi hanno fatto a Genova, bloccando i carichi di armi verso Israele”.
Aderisce alla manifestazione anche il comitato degli iscritti di Filctem Cgil dell’Amap spa. “L’indescrivibile sdegno per il vergognoso massacro operato da Israele nei confronti dei civili palestinesi e la complice mancanza di presa di posizione del governo italiano – scrive il comitato – ci impongono di dare un segnale forte di dissenso, come lavoratori e come cittadini, rispetto all’immane tragedia che si sta consumando in Cisgiordania. È il nostro modo, in piccolo, per sostenere la missione umanitaria della Global Sumud Flottilla, sollecitare il Governo italiano e le istituzioni internazionali a condannare e a porre in essere le necessarie azioni politiche per fermare immediatamente questo sterminio”.
Il coordinamento Filctem Cgil delle società del gruppo Eni S.p.A. conferma la propria adesione alle iniziative promosse dalla Cgil Palermo, ed esprime “pieno sostegno a tutte le iniziative umanitarie a favore del martoriato popolo di Palestina, sostiene l’iniziativa umanitaria e non violenta promossa dalla Global Sumud Flottilla, partita dal basso, mobilitando singole persone di ogni parte del mondo per rompere l’embargo della popolazione palestinese di Gaza, assediata ed affamata”.
“Quanto avviene oramai da troppo tempo in Israele – dicono i lavoratori delle società del gruppo Eni – provoca orrore e sdegno. Occorre quindi, a nostro parere, interrompere la consegna delle armi, raggiungere un cessate il fuoco, garantire l’ingresso di aiuti umanitari illimitati da subito, rilasciare tutti gli ostaggi e i prigionieri politici, riconoscere lo stato di Palestina, porre fine all’occupazione e rafforzare la democrazia per raggiungere una pace duratura in tutta la regione”.








