Palermo 30 luglio 2025 – “Rappresentazione grottesca e deprimente della situazione all’Anagrafe di viale Lazio, confutata dal sindaco in persona, a partire dal fatto che si tratta di un salone e non di un garage anni 70, con le panchine per sedersi, col display per prendere il turno e non circolano più da 30 anni gli spiccia faccende negli uffici demografici, classe ormai estinta. Non si vedono nemmeno più le agenzie di disbrigo pratiche, esiste un ottimo servizio di informazione e un sito internet a cui rivolgersi. E ormai per la carta d’identità esiste anche l’assistenza domiciliare, per chi è impossibilitato a muoversi”.
A intervenire sulla attuale situazione all’Anagrafe di Palermo, è la Fp Cgil Palermo con il responsabile enti locali Saverio Cipriano e le Rsu aziendali, che da più di trent’anni lavorano in quegli uffici.
Le Rsu, chiamate in ballo in un reportage giornalistico, respingono l’accusa di far parte di coloro che “vedono e fanno finta di niente” di fronte a ciò che accade all’interno. “E’ un’illazione senza fondamenta, essere additati come conniventi – dichiarano Marco Leo, Rsu Fp Cgil e Emanuele Muratore, Rls ed ex Rsu – Abbiamo sempre agito nel massimo della correttezza. Nessuno di noi, e parliamo per la Cgil, si è mai sognato di difendere nullafacenti o delinquenti o di coprire comportamenti scorretti di qualche dipendente. E quando ci sono stati procedimenti disciplinari, o comportamenti contrari al regolamento e indifendibili, ci siamo sempre schierati dalla parte dell’amministrazione. Mettere nel mucchio tutta la categoria è sbagliato e lesivo della dignità dei colleghi”.
“E’ stata offesa la sensibilità dei sindacalisti della Cgil. Per questo si chiede di ristabilire la verità – aggiunge Saverio Cipriano – Quando c’è qualcosa che non va, siamo i primi a denunciare. L’Anagrafe è un ufficio delicato, un po’ come un pronto soccorso, dove non vuole andare nessuno, e una narrazione non aderente alla realtà rischia di esporre chi ci lavora”.
“Noi lavoriamo a volte in condizioni difficili per mancanza di personale o in situazioni di dissesto funzionale. Ma siamo sempre schierati dalla parte del cittadino – aggiungono Marco Leo e Emanuele Muratore – L’amministrazione comunale non è esente da responsabilità per la carenza di personale o la poca attenzione nei nostri confronti. Quando, un paio di estati fa, nelle circoscrizioni si bolliva per il caldo, la dirigente dell’ufficio non ha esitato a spostare il condizionatore in un ufficio dell’area. Questo è solo un esempio, della disattenzione nei confronti dei dipendenti comunali. Il disservizio c’è stato dopo la pandemia, quando si era accumulato un ritardo notevolissimo. Per rimediare sono stati fatti sacrifici enormi, con gli uffici aperti anche nel pomeriggio”.
Per quanto riguarda le postazioni vacanti nell’ufficio, la Fp Cgil replica dicendo che dai dirigenti viene esercitato un controllo assiduo e se occorre, per qualche circostanza particolare di maggiore afflusso, chi lavora al piano di sopra negli uffici viene invitato a scendere all’accoglienza, al posto di chi è assente per congedo, ferie o malattia.
“Ormai moltissimi certificati si possano fare online su Anagrafe nazionale popolazione residente (Anpr), il registro centrale del ministero. Pian pianino anche l’arretrata Palermo si sta digitalizzando. Infatti in questi uffici ragazzi non se ne vedono mai – aggiungono Leo, Muratore e Cipriano – Con Mobile First, filosofia applicativa dell’agenda digitale, qualsiasi richiesta può essere fatta tramite smarth phone. Le figure alle quali la gente spesso si rivolge impropriamente per chiedere informazioni sono gli operai di Reset, che dopo le pulizie restano a disposizione dell’ufficio”.








