Palermo 6 maggio 2026 – “Per noi è grave l’assenza delle istituzioni in questa giornata. In un momento così importante, non solo di cordoglio e di memoria, ma di rivendicazioni sul tema della salute e della sicurezza, che come sindacato portiamo avanti assieme ai parenti delle vittime sul lavoro, la mancanza di risposte sui tempi giusti dei processi, sull’individuazione da parte del governo regionale di un giusto numero di ispettori e sul mancato riconoscimento delle vittime del dovere, lasciano uno strascico di amarezza e una pesantezza grande.
“Dopo due anni vedere che il processo ancora non parte e che l’unico provvedimento preso è un cartello che vieta l’ingresso sul luogo della strage e chiede di fare attenzione è un’offesa alle vittime del lavoro. Siamo ancora più vicino ai familiari. Oggi è stato un momento molto delicato ed emozionante, si continua a vedere negli occhi dei familiari che chiedono sia fatta giustizia un dramma che non riesce ad avere una fine. Su questo dovrebbero interrogarsi tutti, dai politici, ai governi, alle organizzazioni sindacali. Il nostro appello è continuare a tenere sempre più alta l’attenzione, per noi non finisce qui. Il 10 maggio sarà già passato il primo mese che Daniluc Tiberi Un Mihai e Najahi Jaleleddine, i due operai morti in un cantiere a Palermo, non ci sono più. Non ci fermeremo, andremo avanti fino a quando le cose nona cambieranno, anche con la forza dei familiari delle vittime”.
La dichiarazione del segretario generale Fillea Cgil Palermo Piero Ceraulo che oggi è intervenuto davanti alla lapide che ricorda i cinque operai morti a Casteldaccia due anni fa.








