Palermo 25 settembre 2025 – Si è svolta al Comune di Carini l’assemblea del personale indetta dalle Rsu unitarie con la partecipazione di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Csa.
I 197 lavoratori protestano perché il Comune non ha ancora portato a 36 ore l’orario dei dipendenti part time, che rappresentano circa la metà dei dipendenti in servizio: in 70 lavorano ancora a 24 ore e il resto a 30 ore. Altro motivo di malumore: la contrattazione integrativa che non è stata ancora avviata.
L’assemblea, di due ore, si è svolto a palazzo comunale. I rappresentanti sindacali hanno contestato la mancanza di informazioni e di risposte sulla richiesta di aumento delle ore e del passaggio al tempo pieno: nonostante i tanti incontri avuti, l’amministrazione “non ha saputo fornire un dato finanziario preciso per l’impugnazione oraria a 36 ore, in virtù delle difficoltà per equilibrare i conti”.
Il personale, dopo attese infinite e promesse non mantenute, è in mobilitazione da tempo. “Abbiamo 50 anni, ma c’è anche chi ne ha 62: in pratica tanti di noi hanno trent’anni di precariato alle spalle. E ancora oggi non abbiamo un contratto full time – denunciano i dipendenti del Comune di Carini, che a luglio hanno proclamato lo stato di agitazione – Possiamo solo sperare in una pensione da fame. All’amministrazione chiediamo di inserire nel bilancio, che è in fase di definizione, le risorse per l’aumento delle ore. A dicembre scorso la delibera è stata bloccata dai revisori. E ancora, malgrado la trasformazione nel 2019 dei contratti da tempo determinato a indeterminato, e poi i concorsi, la maggior parte del personale, in tutte le ripartizioni, si trova a 24 ore”.
Le organizzazioni sindacali unitariamente e la Rsu all’unanimità annunciano di essere pronte a proclamare tre giorni di mobilitazione dei dipendenti.








