Palermo 25 febbraio 2026 – Continua la mobilitazione dei lavoratori della Cmc, che stamattina hanno protestato in viale Lazio, all’angolo di via delle Alpi, dove si trova il cantiere della fermata del Tram. Allo sciopero hanno partecipato tutti i lavoratori della Cmc Ravenna spa subentrata alla Manelli bloccando le attività in tutti i cantieri, in solidarietà con i lavoratori del collettore fognario sud orientale, ancora in attesa delle retribuzioni da parte del consorzio di cui è capofila Cmc.
“Oggi è stata una grande manifestazione di solidarietà da parte di tutti i lavoratori ex Manelli, oggi Cmc – affermano i segretari di Fillea Cgil Palermo Piero Ceraulo e Cosimo Lo Sciuto, di Filca Cisl Palermo Trapani Francesco Danese e Salvatore De Luca e di Feneal Uil Giuseppe Enea – Si sono fermati tutti e tre i cantieri, nonostante in due, viale Lazio e Cruillas, ci sia stato il formale subentro. Chi ha ricevuto le retribuzioni si è schierato al fianco di ancora non le ha prese. Questa è la condizione in cui versa la città di Palermo: cantieri fermi, opere pubbliche che partono e poi non si completano, sempre in barba ai diritti dei lavoratori. Noi continuiamo la mobilitazione”.
Domani mattina la protesta si sposta in piazza Indipendenza, davanti al banchetto del collettore sud orientale: i sindacati chiederanno di essere ricevuti dal presidente della Regione. E venerdì mattina un altro sit-in è in programma via del Quattro aprile, per chiedere al sindaco di intervenire per fare chiarezza su “un’opera così importante per la città, che non può rimanere in un limbo”.
I lavoratori del consorzio Palermo sud-est non percepiscono ormai da due mesi le retribuzioni e il cantiere è in stato di stallo. “Nonostante si siano in parte definiti i passaggi legati alla presa d’atto e al subentro, continuiamo a non trovare giustificazioni rispetto alla condotta della Cmc, anche nei confronti delle organizzazioni sindacali – aggiungono i segretari di Fillea, Filca, Feneal – In più occasioni abbiamo chiesto la possibilità del pagamento sostitutivo da parte del sub commissario alla Depurazione, ma per definire questa procedura occorre che Cmc invii i prospetti dei pagamenti di gennaio, per consentire alla stazione appaltante di attivare l’intervento. Questo ostruzionismo sta generando e acuendo una condizione di stress per i lavoratori non più tollerabile. Siamo preoccupati per l’aumento della tensione sociale, che abbiamo segnalato alla Prefettura. Se si fermano i cantieri, tutto il lavoro di scavo già fatto rischia un cedimento. Per non parlare dei cittadini che si troveranno schiavi dei cantieri interrotti”.








