Palermo 19 settembre2025 – Hanno manifestato oggi a Palermo i lavoratori dell’impresa Palermo Sud Est (consortile partecipata dalla Manelli Costruzioni spa), impegnati a Palermo nel completamento del collettore fognario sud orientale, bloccando di fatto per 6 ore, dalle 11 alle 17, i cantieri.
Un presidio si è svolto davanti alla Prefettura dalle 11 in poi. I lavoratori protestano contro il licenziamento collettivo avviato la settimana scorsa di 21 unità e per il mancato rinnovo dei contratti interinali in scadenza a settembre.
Inoltre, visto che la Manelli spa è inpegnata in diversi cantieri in città, la protesta ha acceso i riflettori anche sul mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato dei lavoratori Manelli dell’appalto Rfi, per la stazione Lazio.
Ma per tutti i 120 lavoratori impegnati negli appalti palermitani dell’impresa si è aggiunto un altro grave problema: gli stipendi di agosto ancora non sono stati pagati.
“Oggi si avvia una fase di protesta dei lavoratori del collettore emissario. In prefettura abbiamo esposto con vigore la stanchezza dei lavoratori, causata dell’incertezza, dalla condotta dell’azienda e dal silenzio della struttura commissariale. Accogliamo l’impegno della struttura prefettizia di costituire nuovamente un tavolo con tutti i soggetti coinvolti”, dichiarano i segretari di Fillea Cgil Palermo Cosimo Lo Sciuto, di Filca Cisl Palermo Trapani Salvatore De Luca e edella Feneal Uil Salvatore Puleo.
I lavoratori, minacciati della perdita del posto di lavoro e senza stipendio, non accettano di subire ancora. E annunciano che lo stato di agitazione si protrarrà anche per la prossima settimana. Rappresentanti sindacali e lavoratori richiamano l’ente appaltante, il subcommissario alla Depurazione per la Sicilia occidentale Toto Cordaro “a farsi carico della vicenda, per la tutela delle lavorazioni, dell’occupazione e della dignità dei lavoratori” .
“Cinquanta padri di famiglia rischiano di perdere il proprio lavoro- hanno denunciato i lavoratori durante il sit-in – Ci appelliamo al prefetto. Rischiamo di essere mandati a casa, dopo l’apertura di un procedimento di licenziamento collettivo. Ci ritroviamo nemmeno al 50 per cento dell’opera e loro credono che dimezzando il personale riescono a terminare i lavori. Resterà un’incompiuta. Il 19 settembre ci ritroviamo ancora senza lo stipendio di agosto.








