Palermo 29 luglio 2025 – Un incontro allargato alle categorie produttive e sociali anche a latere del vertice in Prefettura. Il segretario generale della Cgil Palermo Mario Ridulfo chiede che a discutere dell’allarme sicurezza a Palermo, in occasione della riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza in Prefettura del 6 agosto, che sarà presieduto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, siano coinvolte anche le associazioni datoriali e le organizzazioni sindacali.
“Non ci sono solo i turisti aggrediti e derubati, così come il problema della sicurezza non riguarda soltanto gli imprenditori del commercio e del turismo. Da due anni e più – dichiara il segretario generale della Cgil Palermo Mario Ridulfo – la Cgil denuncia con insistenza fatti che hanno al centro i lavoratori, in una escalation continua di violenze: medici e infermieri aggrediti nei pronto soccorso, autisti di autobus continuamente nel mirino, rider malmenati con ferocia e derubati, lavoratori di bar, negozi e di locali del centro storico finiti al centro di risse e pestaggi”.
“La sicurezza dei lavoratori – aggiunge Ridulfo – è un tema sempre più urgente e al centro dell’attenzione. Il turista aggredito forse fa più notizia ma ogni giorno c’è chi rischia svolgendo il proprio lavoro. La città è diventata più insicura, i cittadini e i lavoratori non si sentono protetti abbastanza. Per questo anche noi vogliamo dire la nostra, per farci portavoce e rendere più evidente quanto accade in città in diversi ambiti. Non è solo una percezione ma una realtà documentata e drammatica”.
“Esiste pure una violenza delle istituzioni che non agiscono, che non si prendono cura delle persone e del territorio, che negano con l’inerzia il patto sociale tra lo Stato e i cittadini – prosegue Ridulfo – La Cgil Palermo chiede da tempo alle istituzioni pubbliche di mettere in campo un esercito di assistenti sociali, educatori, psicologi, per affrontare il tema del disagio giovanile come anche il tema delle devianze, soprattutto quelle legate all’uso e al consumo delle droghe vecchie e nuove. Per garantire la legalità e il controllo del territorio attraverso una maggiore presenza e costanza delle forze dell’ordine e per prevenire, scongiurare ma anche reprimere comportamenti violenti spesso frutto di una subcultura mafiosa”.








