Palermo 1 ottobre 2026 – Refezione scolastica a Partinico: Flc Cgil e Cgil Palermo esprimono preoccupazione sulla soluzione individuata per garantire la continuità del servizio, affidato in autonomia alle scuole in attesa che il Comune provveda con una nuova gara.
«Non possiamo condividere la soluzione individuata che, da quanto si apprende, trasferisce sulle scuole le conseguenze di ritardi e difficoltà amministrative che non appartengono alle istituzioni scolastiche – dichiarano il segretario generale Flc Cgil Palermo, Fabio Cirino, la segretaria Cgil Palermo Laura Di Martino e il responsabile della Camera del Lavoro di Partinico Gaetano La Corte – Dirigenti scolastici e dei servizi amministrativi e personale scolastico sono già gravati da una mole enorme di adempimenti e responsabilità: non è accettabile che debbano farsi carico anche dell’organizzazione di un servizio che finora è stato programmato e gestito dal Comune. La refezione non è un servizio accessorio: è strettamente connesso alla piena fruizione del tempo scuola, alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle famiglie”.
La Regione Siciliana, nel recente piano da 10 milioni di euro dedicato alle mense, ha indicato tra gli obiettivi l’estensione del tempo pieno, il contrasto alla dispersione e il sostegno alla conciliazione familiare.
«La situazione appare ancora più grave in una fase nella quale il carovita pesa fortemente sui bilanci familiari e i servizi essenziali nella nostra provincia sono in diminuzione, argomenti al centro della mobilitazione della Cgil del 14 ottobre a Palermo – aggiungono Cirino, Di Martino e La Corte – Proprio adesso le famiglie hanno bisogno di istituzioni capaci di garantire servizi pubblici efficienti, non di ulteriori incertezze e disagi. Le difficoltà amministrative non possono essere scaricate sull’ultimo anello della catena: scuole, lavoratrici e lavoratori, bambini e famiglie”.
Flc, Cgil e Camera del Lavoro di Partinico chiedono all’amministrazione comunale di Partinico di individuare rapidamente una soluzione che assicuri la piena continuità della mensa, “assumendosi direttamente le responsabilità organizzative e amministrative e liberando le scuole da incombenze improprie. La scuola deve occuparsi di istruzione e formazione: non può diventare il luogo sul quale scaricare le inefficienze di altri livelli istituzionali».








