Palermo 29 ottobre 2026 – Gruppo Karol: 300 lavoratori non prendono gli stipendi da agosto e sono ancora in attesa delle retribuzioni di aprile e maggio 2023. Fp Cgil Palermo, Cisl Fp Palermo Trapani e Uilfp Sicilia Palermo hanno chiesto un incontro al prefetto con il gruppo Karol, istituzioni e sindacati, per chiarire le cause dello stato di disagio che vivono i dipendenti e delle numerose inadempienze da parte della struttura. Oltre alle mensilità saltate, ci sono i mancati versamento delle quote di trattamento di fine rapporto, i mancati versamenti alle società finanziarie delle somme trattenute in busta paga a titolo di cessione del quinto dello stipendio e il mancato versamento delle quote sindacali. “Tra i dipendenti c’è forte preoccupazione e incertezza, si trovano a dover fronteggiare difficoltà economiche e familiari, oltre al rischio di subire conseguenze derivanti dal mancato trasferimento delle somme trattenute sulle proprie retribuzioni – affermano Michele Morello, Rosario ;Lo Piccolo e Alfredo Orofino per Fp Cgil, Cisl Fp e Uilfp – E’ indispensabile un intervento istituzionale per favorire un confronto con le parti interessate. E’ urgente individuare soluzioni concrete che consentano il ripristino della regolarità dei pagamenti e il superamento delle criticità. Chiediamo di conoscere i tempi per la regolarizzazione delle somme dovute e individuare gli interventi necessari a garantire la piena tutela dei lavoratori”. Fp Cgil Palermo, Cisl Fp Palermo Trapani e Uilfp Sicilia Palermo esprimono inoltre preoccupazione e disappunto per la condotta del Gruppo Karol, che, pur avendo aderito alla procedura di composizione negoziata della crisi (Cnc), strumento finalizzato al risanamento dell’impresa, continua a manifestare comportamenti che destano interrogativi sul rispetto degli impegni assunti. “Non è accettabile – aggiungono Morello Lo Piccolo e Orofino – che mentre si richiama la necessità di salvaguardare la continuità aziendale, non vengano rispettati neppure i termini e gli impegni connessi al percorso di risanamento. Dietro le procedure, le scadenze e le interlocuzioni formali ci sono lavoratrici e lavoratori che attendono risposte concrete, certezze sul proprio futuro occupazionale e garanzie sul rispetto dei propri diritti”.
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