Palermo 30 ottobre 2026 – Proclamato dalla Fp Cgil Palermo lo stato di agitazione del personale del Comune di Palermo. Al centro, la denuncia di un clima pesante e del disagio psicofisico dei lavoratori, la contestazione dell’uso del fondo decentrato a copertura di “errori amministrativi e di scelte politiche imprudenti”, un posticipo al 2027 delle progressioni in deroga programmate nel 2026, l’esistenza ancora di 1.600 dipendenti per i quali il full time è ancora un miraggio,
Per la Fp Cgil – che chiede l’apertura di un tavolo col sindaco – lo stato di agitazione non era più rinviabile. “La protesta – spiegano per la Fp Cgil Palermo la capogruppo Rsu Marina Pagano, il responsabile enti locali Saverio Cipriano e il segretario generale Andrea Gattuso, nel documento inviato al sindaco Roberto Lagalla – è resa inevitabile dalla drammatica sofferenza funzionale dell’ente e dalla pervicace volontà dell’amministrazione di far gravare il risanamento finanziario esclusivamente sulle spalle dei lavoratori”.
Nonostante una contrazione dell’organico superiore al 54%, si è passati da 9.439 unità nel 2016 a sole 4.341 unità nel 2026, lavoratrici e lavoratori del Comune continuano a garantire la continuità dei servizi essenziali. “I risultati sbandierati dall’amministrazione in materia di risanamento finanziario e approvazione dei bilanci – spiegano Pagano, Gattuso e Cipriano – non sono il frutto di una lungimirante gestione organizzativa, bensì dell’abnegazione e del senso di responsabilità di un personale stremato. I dipendenti svolgono quotidianamente ogni mansione oltrepassando i perimetri delle proprie mansioni professionali effettive, facendosi carico di procedimenti complessi e svolgendo di fatto mansioni superiori senza alcun inquadramento o riconoscimento”.
Spesse volte, il singolo dipendente è rimasto l’unico componente di un’intera unità organizzativa, costretto a sostenere prolungamenti d’orario e ritmi di lavoro estenuanti. La Fp Cgil denuncia anche “burnout diffuso, clima opprimente e violazione del benessere organizzativo”.
“Il personale opera quotidianamente in un clima lavorativo tossico e opprimente – proseguono i sindacalisti – schiacciato tra carichi di lavoro disumani e lo spettro perenne della sindrome da esaurimento professionale (burnout), divenuta ormai una costante patologica diffusa nell’intera macchina comunale. Il disagio è ulteriormente aggravato da modalità gestionali punitive e intimidatorie”.
Le ore di lavoro prestato in eccedenza per garantire i servizi alla cittadinanza vengono frequentemente cancellate a fine mese per disposizioni dirigenziali. La Fp Cgil Palermo sollecita per questo il comitato unico di garanzia a intervenire.
Per quanto riguarda il fondo decentrato, è usato, evidenza la Fp Cgil, come ‘bancomat’: destinato al salario accessorio dei dipendenti, viene sistematicamente utilizzato per coprire le inefficienze, i ritardi e le incapacità gestionali dell’ente. Invece di destinare le risorse per la remunerazione del personale, punta il dito la Fp Cgil Palermo, l’amministrazione ha operato tagli devastanti: dopo le decurtazioni di oltre 2 milioni di euro nel 2024, ulteriori 2milioni e mezzo di euro nel 2025, proseguendo con ulteriori riduzioni unilaterali nel 2026.
“Mentre si negano i diritti basilari dei lavoratori, le economie generate dai pensionamenti sono state prioritariamente dirottate per coprire l’aumento fino al 100% delle indennità di funzione di giunta, consiglio e circoscrizioni, per un costo a regime di ben 2.899.000 euro all’anno – aggiungono ancora i rappresentanti sindacali – Si tratta di una scelta eticamente e politicamente vergognosa. Le risorse sottratte al personale di ruolo servono a raddoppiare gli stipendi della politica, mentre per ben 1.600 dipendenti comunali rimasti bloccati in regime di part-time a 34 ore, il passaggio al full-time, a 36 ore, viene rinviato di 4 anni con la scusa della mancanza di fondi. Siamo di fronte a un paradosso iniquo: i lavoratori pagano di tasca propria gli errori di programmazione, i contenziosi e i dissesti provocati dalle scelte politiche dell’amministrazione”.
A completare il quadro della denuncia, la beffa del blocco delle progressioni verticali di carriera. Dopo un blocco durato ben 25 anni, i lavoratori avevano finalmente intravisto una possibilità di riscatto e valorizzazione. “Ancora una volta, errori e approssimazioni hanno bloccato le risorse nel 2026 facendo slittare con apposita delibera di giunta le progressioni al 2027 – continuano Pagano, Gattuso e Cipriano – A ciò si aggiunge l’ostinata applicazione di regolamenti obsoleti attraverso cui l’amministrazione continua a negare il diritto al buono pasto ai lavoratori in turnazione e in smart working, e a bloccare l’erogazione dell’indennità di turnazione durante la fruizione delle ferie maturate”.
La Fp Cgil Palermo al tavolo con sindaco, direttore generale e assessore al personale chiederà lo sblocco delle progressioni verticali nel 2026, il reintegro del fondo decentrato del personale, con la restituzione delle somme decurtate per il 2024 e il 2025 e lo stop ai tagli unilaterali previsti per il 2026. E ancora tra le richieste il passaggio immediato al full-time (36 ore) per i 1.600 lavoratori in part-time e la cessazione dello storno dei fondi di turnover. Si chiede inoltre un piano straordinario di assunzioni e la tutela della salute psicofisica, con la riorganizzazione immediata dei carichi di lavoro, lo stop alla cancellazione d’ufficio delle ore accumulate per esigenze di servizio e l’adozione di un piano di prevenzione contro lo stress lavoro-correlato e il burnout in collaborazione con il Cug. E ancora: il riconoscimento del buono pasto al personale in turnazione e smart working e il pagamento dell’indennità di turnazione durante i periodi di ferie. Per finire, la Fp Cgil chiede il ripristino di corrette relazioni sindacali e di garantire il rispetto della pari dignità di tutte le organizzazioni sindacali rappresentative e la piena agibilità della Rsu.








