Palermo 4 novembre 2025 – La Fp Cgil Palermo non firma il contratto integrativo 2025 per i dipendenti del Comune di Palermo “che continua a togliere risorse a tutto il comparto per finanziare le esigenze dell’amministrazione”.
Per l’ennesima volta, rileva l’Fp Cgil Palermo, l’amministrazione ha prelevato risorse dal fondo destinato ai lavoratori, circa 1 milione e mezzo di euro, per pagare progetti che vanno finanziati utilizzando risorse di bilancio o altre forme di finanziamento.
“Non si può sottoscrivere un contratto decentrato che vede i lavoratori del Comune di Palermo sempre come un bancomat al servizio dell’amministrazione – denunciano il coordinatore enti locali della Fp Cgil Palermo Saverio Cipriano e Marina Pagano, capogruppo Rsu della Fp al Comune e il segretario generale Fp Cgil Palermo Andrea Gattuso- Se l’ente locale vuole erogare servizi ai cittadini, che metta mani al proprio bilancio e non tocchi le tasche dei lavoratori”.
Dal fondo del personale, di 22 milioni di euro, per regolamento si pagano performance individuale e indennità rivolte a tutti i lavoratori. “Per quei progetti di performance specifica, che riguardano alcuni uffici tra i quali la polizia municipale, bisogna trovare altre soluzione da risorse fuori tetto, restituendo circa 1.344.123,19 euro a tutti i dipendenti, e integrando le performance individuali. A tutto questo si aggiunge l’aumento delle indennità di specifiche responsabilità e di funzione, circa 250 mila euro, attribuite con parametri ‘fiduciari’ dalla dirigenza, in contrasto con le norme contrattuali”.
Unica nota positiva: è stata accolta la richiesta della Fp Cgil sui differenziali economici, già progressioni orizzontali. “Finalmente, grazie all’innalzamento a quattro anni dall’ultima progressione effettuata, saranno recuperati tutti quei dipendenti che aspettano le progressioni economiche orizzontali da più di 10 anni – aggiungono Cipriano, Pagano e Gattuso – Ma pur plaudendo a questo, la Fp Cgil non ha potuto che dire di no alla proposta di contratto: per noi la priorità è garantire tutti i lavoratori, non una ristretta cerchia”.
La Fp Cgil rileva inoltre che le grandi città del Nord stanno utilizzando il decreto Zangrillo per portare al 48 per cento del monte salari il fondo del personale e riconoscere le indennità dovute ai lavoratori. “A Milano, che ha il doppio degli abitanti di Palermo e oltre il quadruplo dei dipendenti, così come in altre città del nord, è stato incrementato il fondo con il decreto Zngrillo e le risorse vengono utilizzate per le indennità del personale in servizio – proseguono Saverio Cipriano, Marina Pagano e Andrea Gattuso – E da noi non solo questo non avviene ma stanno pagando altri progetti con risorse improprie, impoverendo ancora di più i lavoratori del Comune”.
Un altro punto che la Fp Cgil Palermo ha criticato riguarda il fatto che il contratto venga prorogato fino a giugno 2026. “Ogni anno poi ci ritroviamo a discutere il contratto decentrato a novembre quando già tutto è organizzato e di fatto non si fa che una sanatoria. Tutti gli istituti contrattuali sono annuali e andrebbero rinnovati a gennaio. Ci dispiace che le altre sigle stiano avvalorando un sistema che indebolisce i dipendenti dell’ente”.
“Ci dispiace constatare – concludono i rappresentanti Fp Cgil – che le Rsu non siano state mai convocate e non abbiano mai potuto discutere del contratto, in dispregio a tutte le regole democratiche. A questo riguardo, segnaliamo un atteggiamento poco rispettoso nei confronti della nostra capogruppo Rsu da parte del responsabile della delegazione trattante, il quale ha tranciato la discussione non permettendo le repliche al dibattito. Riteniamo grave ogni limitazione alla libertà e la partecipazione della Rsu nel suo complesso e delle Rsu alla contrattazione”.
La Rsu Cgil e la segreteria Fp Cgil hanno inoltre fatto appello a tutte le sigle sindacali e alle Rsu chiedendo se fossero “realmente convinti che sia giusto far pagare ai lavoratori i servizi pubblici che dovrebbero essere pagati dal Comune”.








