Palermo 30 luglio 2026 – I cantieri si sono dovuti tutti quanti fermare: i lavoratori sono senza stipendi da maggio e, pur volendolo, non possono raggiungere in macchina i posti di lavoro. “Non abbiamo i soldi per la benzina né quelli per fare la spesa – raccontano con disperazione – Molti di noi non riescono a rispettare rate e scadenze dei mutui e siamo diventati anche morosi”.
I cantieri fermi sono quelli della ragusana Gruppo Zaccaria-EdilZeta spa, che ha in corso a Palermo diverse opere appaltate da Asp Palermo, Soprintendenza beni culturali di Palermo, Città Metropolitana e comuni di Carini e Trabia. La vertenza coinvolge circa 40 operai, costretti a stare a casa perché non ricevono gli stipendi dal mese maggio e per i quali l’azienda non ha nemmeno versato gli accantonamenti alle varie Casse edili delle province dove sono presenti i cantieri.
Fillea, Filca e Feneal chiedono risposte immediate e si sono nel frattempo rivolti ai soggetti pubblici che hanno commissionato i lavori, richiedendo l’intervento sostitutivo delle stazioni appaltanti, così come previsto dalla normativa, per pagare direttamente i lavoratori al posto dell’impresa.
“Esprimiamo profonda preoccupazione per le condizioni economiche degli operai e delle loro famiglie, in stato di evidente disagio e difficoltà dopo oltre due mesi passati senza avere ricevuto alcuna retribuzione – affermano Cosimo Lo Sciuto e Fabio Pace della Fillea Cgil Palermo, Francesco Danese e Salvatore De Luca della Filca Cisl Palermo Trapani e Salvatore Puleo e Giuseppe Enea della Feneal Uil – Abbiamo avuto diversi confronti con l’azienda e organizzato anche giornate alcune giornate di sciopero per sostenere i lavoratori. Siamo al loro fianco per rivendicare il guadagno del loro lavoro, soprattutto in un periodo in cui le alte temperature impegnano fisicamente le maestranze in maniera ancora più incisiva e pesante”.
Il 20 luglio, presso l’Ance di Ragusa, dove sono presenti altri cantieri EdilZeta, si è svolto un tavolo formale. L’azienda ha sottoscritto con le organizzazioni sindacali del settore l’impegno a saldare entro il il 24 luglio le retribuzioni arretrate dei mesi di maggio e giugno 2026 e regolarizzare i pagamenti dovuti alla Cassa edile.
“Ma anche questo tentativo – aggiungono Fillea, Filca e Feneal – non ha sortito i risultati sperati, in quanto permane lo stato di inadempienza della ditta”.
Per questi motivi, la decisione di richiedere l’immediata applicazione della procedura di intervento sostitutivo alle stazioni appaltanti (come previsto dall’articolo 11, comma 6 del DLGS 36/2023) “per garantire la continuità salariale ai lavoratori e risolvere la situazione di stallo economico in cui sono stati obbligati”.







