Palermo 4 dicembre 2025 – Si terrà domani 5 dicembre dalle 9.30 alle 13 il presidio davanti a Palazzo di Giustizia per lo sciopero nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori del ministero della Giustizia. In prima fila, accanto al personale della giustizia, i precari dell’ufficio del processo che scendono in piazza per chiedere di essere stabilizzati. I contratti scadranno tra sei mesi.
Una giornata di mobilitazione della Fp Cgil davanti ai palazzi di giustizia di tutt’Italia per portare avanti le rivendicazioni a 360° di tutto il personale. A partire dalla questione degli oltre 9mila lavoratrici e lavoratori precari Pnnr della Giustizia, che il governo lascia a casa. L’esecutivo ha stanziato risorse per la stabilizzazione di appena la metà dei dipendenti precari.
“Altro che stabilizzazione, quella promossa dall’esecutivo è una ennesima procedura selettiva che serve solo a decidere chi viene sbattuto fuori dall’amministrazione- affermano per la Fp Cgil Palermo il segretario generale Andrea Gattuso e il segretario Michele Morello – Siamo dunque di fronte all’ennesimo caso che vede penalizzati lavoratori e lavoratrici di questo ministero: noi non ci prestiamo a questo stillicidio. Domani gli oltre 400 precari Pnrr in servizio presso i Tribunali che compongono il distretto di Corte di appello di Palermo si riuniranno con la Fp Cgil, che da sempre sostiene le loro richieste, in piazza Vittorio Emanuele Orlando per chiedere la stabilizzazione di tutto il contingente in servizio a livello nazionale”.
Da Palermo i precari dell’ufficio per il Processo hanno rivolto un appello al ministero. “La vertenza al ministero della Giustizia riguarda tutte e tutti perché, se la giustizia non funziona bene e il suo personale non è messo nelle condizioni di poter lavorare al meglio, a pagarne il prezzo, in ultimo, sono i cittadini tutti – aggiungono Gattuso e Morello – Il rischio evidente è che sottodimensionamento dell’Ufficio per il processo, conseguente ad una stabilizzazione solo parziale dei lavoratori che ad oggi lo compongono, porti con sé l’abbandono del nuovo modello organizzativo di matrice europea che tanti buoni risultati ha fino ad oggi prodotto. Immaginare che l’Upp possa produrre i medesimi benefici con appena la metà del personale è mera utopia”.
Da anni, denuncia la Fp Cgil, il ministero della Giustizia non si preoccupa di valorizzare e riconoscere le professionalità del proprio personale, lasciando carriere ferme al palo e aspettative disattese. Con punte di scoperture di organico di oltre il 50 per cento, che mettono a rischio chiusura i servizi di Tribunali e Corti d’Appello, ci sarebbero gli spazi per stabilizzare tutti i precari e fare nuove assunzioni:
“La legge di bilancio deve stanziare le risorse necessarie a dare risposte a tutto il personale del ministero della Giustizia – concludono Gattuso e Morello – Dalla stabilizzazione di tutte le precarie e i precari, senza alcuna interruzione dei rapporti di lavoro, alle nuove assunzioni per garantire i servizi, alla valorizzazione del personale di ruolo con il rifinanziamento delle progressioni verticali in deroga, all’attivazione dei differenziali stipendiali, del sistema degli incarichi e all’estensione dell’indennità di specificità organizzativa penitenziaria al personale delle funzioni centrali, nell’ambito della contrattazione integrativa. Un sistema giustizia più efficiente vuol dire anche maggiori diritti e tutele per tutti i cittadini”.








