Palermo 4 marzo 2026 – Contratti passati da tempo indeterminato a determinato, licenziamenti mascherati, riduzioni di tutele e salari. È quanto sta accadendo a lavoratrici e lavoratori dell’appalto dei servizi di pulizia dei supermercati e ipermercati del “Gruppo Arena” e “Palermo Retail”, insegne Decò e SuperConveniente.
Da quando è subentrata la società Kada srl, e cioè dal 1° luglio 2025, la gestione dell’appalto presenta gravi criticità sotto il profilo contrattuale, retributivo e occupazionale.
A denunciarlo è la Filcams Cgil Palermo, che ha già chiesto una convocazione urgente presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro e notificato le prime tre impugnative stragiudiziali, relative a lavoratrici impiegate nel punto vendita Decò di Cefalù, a seguito delle cessazioni dei rapporti di lavoro ritenute illegittime. L’incontro si terrà il 25 marzo.
Secondo quanto rilevato dal sindacato, al cambio di appalto non sarebbe stata correttamente applicata la clausola sociale prevista dall’articolo 4 del Ccnl Multiservizi, che garantisce la continuità occupazionale, il mantenimento delle condizioni contrattuali e la salvaguardia dei livelli retributivi.
“Abbiamo riscontrato – dichiarano il segretario generale Filcams Cgil Palermo Giuseppe Aiello e il segretario Filcams con delega agli appalti Manlio Mandalari – che lavoratrici e lavoratori già con contratti a tempo indeterminato, sono stati assunti al subentro di Kada srl con contratti a tempo determinato, con evidente peggioramento della condizione contrattuale. In diversi casi il rapporto è cessato il 28 febbraio, senza proroga, configurando una possibile elusione della clausola di salvaguardia”.
Le tre impugnative già inviate – e potrebbero seguirne altre – qualificano tali cessazioni come licenziamenti mascherati.
“Non accetteremo che un cambio di appalto si trasformi in uno strumento per ridurre tutele e salari – proseguono Aiello e Mandalari, che chiedono il ripristino del rapporto di lavoro – Lavoratrici e lavoratori, che per anni hanno garantito pulizia e igiene nei punti vendita, non possono diventare variabili di costo”.
“La clausola sociale – continuano Aiello e Mandalari – nei cambi di appalto serve a garantire continuità occupazionale e stabilità, non a consentire arretramenti contrattuali. Se le irregolarità saranno confermate, siamo davanti a una gestione che mette in discussione diritti fondamentali.”
La Filcams segnala inoltre il mancato pagamento del lavoro supplementare, il mancato riconoscimento delle maggiorazioni per lavoro domenicale, 13ª e 14ª mensilità impropriamente “mensilizzate”, retribuzioni erogate in acconto e saldo, con data del saldo incerta e senza preventiva comunicazione.
L’organico di tutto l’appalto della rete del Gruppo Arena è composto quasi totalmente da lavoratori part-time. Nei contratti vengono applicate clausole elastiche e flessibili, in assenza dei presupposti previsti dalla legge.
“Viene di fatto instaurato un regime di reperibilità non previsto né dal contratto né dalla disciplina collettiva- aggiungono i segretari Filcams – Particolarmente grave sarebbe il clima aziendale, con segnalazioni di pressioni nei confronti di lavoratori a termine e tentativi di disincentivare l’iscrizione sindacale, circostanze già rappresentate agli organi competenti”.
La Filcams evidenzia inoltre che Gruppo Arena e Palermo Retail, in qualità di enti appaltanti, risultano anch’essi coinvolti nella vertenza.
“Non si può pensare – concludono Aiello e Mandalari – che la grande distribuzione possa dirsi estranea rispetto alle condizioni di lavoro garantite negli appalti di pulizia che operano stabilmente nei propri punti vendita. La grande distribuzione non può costruire competitività, comprimendo le tutele nei servizi in appalto. Se necessario, porteremo questa vertenza su un piano più ampio di mobilitazione”.








