Palermo 27 settembre 2025 – Le relazioni alla Foss tra le organizzazioni sindacali e la governance, rappresentata dal commissario straordinario Margherita Rizza, si sono ulteriormente deteriorate. Il clima di tensione
che avvolge la Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana è emerso fortemente durante
l’assemblea dei lavoratori di giovedì scorso, a seguito della quale è stato votato all’unanimità, con un solo astenuto, lo sciopero come forma di protesta.
Tra gli elementi di attrito, passati attraverso un tentativo di “raffreddamento”, andato a vuoto, vi è, soprattutto, la quasi totale assenza di confronto con le organizzazioni sindacali.
Ma anche: la mancanza di rispetto delle regole da parte del commissario nei confronti delle parti
sociali.
Tra le criticità, i sindacati evidenziano l’assenza di figure responsabili dell’organizzazione di tutta la produzione artistica della Fondazione. E l’indizione di tre concorsi interni nell’area amministrativa, dai requisiti di ammissione
discutibili e per tale ragione due di questi andati a vuoto per assenza di candidati.
“Accordi disattesi da parte del commissario, precedentemente stipulati, e spettanze non
pagate, hanno ulteriormente incrinato la fiducia rispetto ai lavoratori – scrivono i sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom e Fials in una nota – Il commissariamento straordinario alla Foss è diventato ordinario: già da tempo la Fondazione è nelle mani di un consulente esterno, un coordinatore della direzione artistica (interno) e un consulente artistico pagato solo per stilare la stagione, tutte figure lontane dalla Foss. Il risultato è la totale disorganizzazione e il totale abbandono a se stessa”.
“Tutto ciò -aggiungono le segreterie territoriali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom e Fials – non consentirebbe una visione artistica a lungo termine e progetti concreti in grado di proiettare la Fondazione verso il futuro e il ricollocamento tra le più prestigiose orchestre sinfoniche d’Europa”.
La Foss, considerata storicamente tra le eccellenze culturali della Sicilia, non può limitarsi – prosegue la nota- a un orizzonte provinciale,
come quello di una stagione estiva, spesso in luoghi poco consoni al prestigio della Foss, e inserita in sagre di paese come accaduto di recente.
“I tempi sono maturi – concludono i sindacati – per prendere atto che questa gestione commissariale è giunta al termine e permane il forte desiderio del ripristino della ‘normalità’”.
Per tutte queste ragioni, le organizzazioni sindacali rivolgono un appello al presidente della Regione, Renato Schifani, all’assessore al Turismo Sport e Spettacolo Elvira Amata e all’intero governo regionale, affinchè si facciano carico delle sorti di questa prestigiosa istituzione
culturale. E indicono un pacchetto di sciopero di 24 ore, a decorrere dalla odierna e fino al 30 novembre 2025, con articolazione che verrà definita successivamente.








