Palermo 27 settembre 2026 – A Carini, nel comprensorio ex Italtel, dove da poco si è insediato il Data Center di Metiterra, società pronta a investire nel campo dell’IA, resiste la Seli-Kab, l’unico insediamento ancora attivo dello storico sito intitolato a Marisa Bellisario, con i suoi più di 100 lavoratori e lavoratrici.
Mentre Mediterra si espande riattivando spazi dismessi e potenziando le reti, la Seli-Kab chiede garanzie occupazionali e il mantenimento della sede all’interno dell’area. “Oggi in questo comprensorio svuotato, dove lavoravano 1.500 persone, è rimasta solo la Seli-Kab. Per permettere l’espansione alla nuova società imprenditoriale, anche la Seli-Kab ha rinunciato a degli spazi. Ma dal punto di vista occupazionale, la Seli-Kab resta l’unica realtà, in quanto il nuovo hub produrrà business ma senza incremento dell’occupazione”, spiegano il segretario generale Fiom Palermo Francesco Foti, il segretario generale Fim Cisl Antonio Nobile e il segretario generale Uilm Giovanni Gerbino.
La Seli-Kab, che produce sistemi elettronici avanzati per diversi settori industriali, da un paio di anni è in difficoltà, investita dalla crisi dell’automotive, con il fatturato più che dimezzato. I lavoratori sono in cassa integrazione dal 2025 e dal 2026 si ritrovano con i contratti di solidarietà.
“Siamo in attesa di una ripresa delle commesse – continuano Foti, Nobile e Gerbino – Da un lato c’è la necessità di diversificare per aumentare il fatturato e dall’altra chiediamo che si risolva il contenzioso per l’affitto, con la possibilità di restare all’interno dell’ex stabilimento Italtel”.
Nell’ultima udienza in Tribunale si è stabilito che la Seli-Kab resti fino a fine 2027, data della naturale scadenza del contratto. Fiom, Fim e Uilm chiedono ai nuovi proprietari un accordo con la capogruppo Tecno System per il proseguimento con un nuovo contratto di affitto che metta fine al rischio di sfratto.
“Chiederemo alla nuova proprietà – concludono Francesco Foti, Antonio Nobile e Giovanni Gerbino – un incontro perché si possa presto giungere a un accordo che consenta alla Seli-Kab di restare a lavorare nella sua storica sede. E allo stesso tempo chiediamo che la politica, finora assente e latitante, si occupi di questa realtà”.








