Palermo 26 settembre 2026 – “Crediamo non ci sia nulla da festeggiare”, è il commento della Fp Cgil Palermo, a proposito della sentenza della Corte di Appello di Palermo, che ha ribaltato il giudizio di primo grado che dava ragione a 597 lavoratori del Comune di Palermo, precari storici, che avevano avuto una successione di contratti a tempo determinato dal 2006 al 2019.
Un periodo di precarietà, che faceva seguito ad anni da Lsu e da articolisti. Ma la richiesta di un risarcimento è stata respinta. “Oggi questi lavoratori e lavoratrici – affermano il segretario generale Fp Cgil Palermo Andrea Gattuso e Saverio Cipriano, responsabile enti locali Fp Cgil -percepiranno una pensione misera, per i primi anche al di sotto dei 500 euro, dopo aver garantito per anni i servizi della pubblica amministrazione. Il giudizio della Corte di Palermo arriva dopo un cambio di orientamento della giurisprudenza a livello nazionale. Non escludiamo di proporre ulteriori ricorsi”.
Per la Fp Cgil Palermo lascia a dir poco perplessi il fatto che il Comune di Palermo continui a seguire la strada delle esternalizzazioni, anche per difendersi in Tribunale. “Per questo giudizio e per altri si è infatti affidato a dei legali esterni – continuano Andrea Gattuso e Saverio Cipriano – con un esborso per le casse pubbliche di centinaia di migliaia di euro. É questa la strada che sembra voler intraprendere il Comune e i segnali sul recupero dei tributi e sugli asilo nido non sono per nulla confortanti”.
“La gestione disinvolta del Comune di Palermo – aggiungono Gattuso e Cipriano – si evidenzia inoltre su un caso avvenuto solo qualche giorno fa, un ricorso riguardante le posizioni organizzative in cui, nonostante fosse già pronta una proposta conciliativa in cui si riconoscevano le indennità ai lavoratori, il Comune ha preferito affrontare il giudizio affidandosi ai legali esterni. Il giudice ha già dato ragione ad un lavoratore, il Comune è stato condannato a risarcirlo e a pagare le spese legali, quando poteva evitare questo esborso di risorse pubbliche”.








