Palermo 13 agosto 2026 – “Dopo Casteldaccia non abbiamo imparato nulla. Dopo la tragedia di due anni fa in provincia di Palermo, che è costata la vita a 5 operai, uccisi dai gas tossici durante i lavori di spurgo in una fognatura, continua ad emergere l’assoluta mancanza di cautela nell’eseguire determinati interventi di manutenzione”, dichiara il segretario generale Fillea Cgil Palermo Piero Ceraulo. “Restiamo in attesa di maggiori elementi – aggiunge Ceraulo – per capire se l’operaio lavorava all’interno del sistema di depurazione. Ma questa è l’ennesima dimostrazione che ancora una volta, in questi spazi ristretti e terribilmente a rischio per le esalazioni nocive per l’uomo in cui si è costretti a lavorare, gli operai così vengono mandati allo sbaraglio. Quest’altra tragedia rilancia tutte le nostre denunce, ancora lì, intatte. Torniamo a sottolineare quanto abbiamo detto in tantissime occasioni. Ci stringiamo alla famiglia dell’operaio e a quella dell’operatore del 118, morto mentre prestava soccorso, alle quali va la nostra vicinanza e il nostro cordoglio. E auspichiamo che si capiscano al più presto le dinamiche perché è veramente assurdo pensare che si possa morire perché non si tiene conto dei rischi e dei pericoli di un lavoro che impone misure di precauzione precise, mascherine e dispositivi di protezione adeguati, per operare in sicurezza”.
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