Palermo 6 marzo 2026- Il 9 marzo scioperano insieme per l’intera giornata Filcams Cgil Palermo e Flc Cgil Palermo, con le lavoratrici e i lavoratori di terziario, turismo e servizi, di scuola, università, Afam, ricerca, formazione professionale e scuola non statale. Entrambi gli scioperi generali sono stati proclamati in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle donne, che cade domenica 8 marzo. Ed è per questo che a Palermo lunedì alle ore 10 ci sarà un presidio in piazza Verdi organizzato dalle due categorie della Cgil assieme a Non Una Di Meno, impegnata nello sciopero transfemminista del 9 e nel corteo cittadino di domenica 8 marzo.
“Co-costruttori della cultura del diritto di genere”: è questo il filo conduttore della manifestazione per rivendicare i diritti delle donne e contro la violenza di genere, che vedrà alternarsi interventi di delegate dei posti di lavoro di Filcams Cgil Palermo e Flc Cgil Palermo e dell’associazione Non Una di Meno.
“La nostra è una mobilitazione contro il sistema patriarcale, dentro e fuori i luoghi di lavoro. La Filcams sciopera perché le donne siano libere di scegliere, di autodeterminarsi, nel lavoro e nella vita – dichiarano il segretario generale Filcams Cgil Palermo Giuseppe Aiello – Nei settori di terziario, turismo e servizi, che vanno liberati dalla condizione di lavoro povero e precario e dall’invisibilità di cui sono ostaggio la maggior parte dei lavoratori, le donne pagano il prezzo più alto. Part-time involontario, anche per poche ore la settimana, soprattutto nel sistema degli appalti. Solitudine lavorativa, specie se sono colf e badanti. Bassa qualità del lavoro, con ritmi insostenibili, nel commercio e nel turismo. Tanta flessibilità che diventa sfruttamento e rende impossibile conciliare i tempi di vita professionale con la cura dei figli”.
“Sarà una giornata di lotta per riaffermare i diritti delle donne con lo sciopero generale di tutti i settori della conoscenza – affermano il segretario generale Flc Cgil Palermo Fabio Cirino – Lo facciamo in nome di un impegno che va oltre l’8 marzo e il 9 marzo e vuole farsi azione concreta nella società e nei luoghi di lavoro dove le donne sono ancora penalizzate da contratti precari e salari bassi, il lavoro di cura è ancora tutto scaricato sulle donne, le professioni che vedono una maggiore presenza femminile sono le più sottopagate. Scioperiamo anche perché nella scuola sono stati rinnovati i contratti sotto l’inflazione, con la diminuzione della carta docenti, che penalizza l’intera categoria. E perché di fronte ai casi di violenza che aumentano, il governo continua a negare l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole”.








