Palermo 24 gennaio 2026 – “Purtroppo l’ennesima morte di un lavoratore e per caduta dall’alto. Il 2025 è stato un anno orribile: i dati dell’Inail di Palermo a novembre 2025 certificano un aumento degli infortuni anche di quelli mortali e per malattia professionale. L’industria è il settore più colpito. Il sistema produttivo permeato dagli appalti e dai subappalti dei ribassi infiniti e un sistema di tante micro imprese genera la carnefina degli operai.
Un vero operaicidio. Le imprese
inadempienti, che non rispettano le regole, dovrebbero essere chiuse ”.
A dichiararlo è Francesco Piastra, presidente del comitato consultivo provinciale Inail, dopo l’ennesima morte di un operaio a Palermo, Alessio La Targia, di 40 anni, precipitato da un’impalcatura. Il co.co.pro dell’Inail, formato da sindacati e associazioni datoriali, ha il compito di fare proposte.
“Non si muore per caso, nei cantieri si muore per mancanza di sicurezza, si muore perché le aziende non attuano i piani di prevenzione. Questo è il motivo per cui si continua a morire di lavoro e tanti si infortunano e si ammalano di malattie causate dal lavoro – denuncia Piastra – Sicuramente ci sono cause riscontrabili nel sistema produttivo delle piccole imprese, che non investono a sufficienza sulla sicurezza e a volte chi ha responsabilità d’impresa non attua nemmeno le norme basilari. Bisognerebbe rendere impossibile cadere da un impalcatura, perché ormai esistono gli strumenti per evitarlo. Invece nelle tantissime piccole imprese i sistemi di prevenzione non arrivano. Queste imprese non sono attrezzate ad esempio a partecipare ai bandi che l’Inail fa sulla prevenzione degli infortuni. E anche l’Inail si deve adeguare a realtà come quella di Palermo, dove operano tante piccolissime aziende”.
Tra il novembre 2024 e il novembre 2025 sono stati 20 gli operai morti sul lavoro e 4 quelli per le malattie professionali. Sempre nello stesso periodo, sono stati 6553 gli infortuni sul lavoro denunciati, di cui 284 malattie professionali.
“Gli infortuni aumentano in rapporto allo stesso periodo del 2024 e del 2023 – spiega Piastra- Evidentemente i provvedimenti del governo sono inefficaci, occorrono misure drastiche e bisogna arrivare alla revoca delle attività produttive in caso di gravi inadempienza sulle norme della sicurezza”.








