Palermo 27 maggio 2026 – “È un graffio profondo sulla tela di una città che da secoli si dipinge con i colori dell’accoglienza. Quanto accaduto a Iona in via dei Biscottari, nel cuore pulsante e antico di Ballarò, un mercato che è teatro di vita, esempio viscerale di accoglienza e fraternità, stride con l’anima di Palermo. Di fronte a un fatto così inglorioso, la condanna deve essere unanime, ferma e senza riserve. Non c’è giustificazione alcuna per un atto di violenza gratuita, perpetrato con tale viltà, e ancor più spregevole perché rivolto contro una persona in una condizione di svantaggio”.
Calogero Audino, responsabile delle politiche per l’inserimento delle persone con disabilità nel mondo del lavoro e nella società civile della Cgil Palermo, esprime solidarietà a Iona, la studentessa francese disabile, a palermo per l’Erasmus, aggredita a Ballarò e rapinata del telefonino: “Il rispetto per Iona, per il suo coraggio, per la sua forza d’animo di fronte a un’esperienza così traumatica, è immenso. Le siamo vicini, augurandole una pronta ripresa fisica e psicologica. Sapere che una giovane donna con disabilità, per giunta in una condizione di vulnerabilità, possa essere aggredita, è un affronto non solo alla vittima, ma all’essenza stessa di ciò che Palermo aspira a essere. Vogliamo che sappia che questo gesto vile non rappresenta Palermo, che la sua esperienza, pur dolorosa, non cancelli la bellezza che ha cercato e che, in fondo, ha trovato anche nell’abbraccio di chi l’ha soccorsa nel momento dello sconforto.
L’aggressione porta il responsabile dell’ufficio politiche per le disabilità della Cgil Palermo a riflettere anche sui temi dell’accessibilità e della fruibilità delle vie del centro storico per le persone con disabilità. “L’incidente a Iona mette in luce una vulnerabilità che va oltre la sua sedia a rotelle: è la vulnerabilità di chiunque si trovi in un ambiente che non è ancora pienamente su misura per tutti, e che in certi momenti può trasformarsi in una trappola. Palermo, con il suo fascino antico, i suoi vicoli tortuosi e le sue piazze irregolari, presenta sfide intrinseche per chiunque abbia esigenze di mobilità particolari. Se da un lato si lavora per rendere la città più inclusiva, la realtà di questa zona, con le sue strettoie e la sua conformazione storica, ci ricorda quanto cammino ci sia ancora da fare. Non si tratta solo di scivoli, rampe o di percorsi tattili, ma di una mentalità diffusa che garantisca a ogni individuo, indipendentemente dalle proprie condizioni fisiche, la piena libertà di muoversi, di esplorare, di vivere la città in ogni suo angolo, con dignità e senza timore”.








