Palermo 19 ottobre 2026 – Ricordato oggi Giovanni Gnoffo, l’operaio morto tre anni fa a causa di un incidente nel cantiere di via Ugo La Malfa dove era alle fasi iniziali la costruzione di un supermercato. Il sit-in è stato organizzato dalla Fillea Cgil Palermo e dall’associazione dei familiari delle vittime sul lavoro per chiedere che sia avviato il processo e sia fatta giustizia sulla morte del lavoratore.
“Per il terzo anno consecutivo continuiamo a chiedere verità e giustizia per capire cosa sia accaduto quel tragico 19 ottobre di tre anni fa- afferma il segretario generale Fillea Cgil Palermo Cosimo Lo Sciuto – Questo è il primo anno che ci troviamo qui, a ricordare Giovanni Gnoffo. con alle spalle la struttura che stavano realizzando già completata. Abbiamo voluto organizzare questo sit-in in questo luogo anche per dare un segnale: la percezione è che quella che i ritmi di costruzione delle grandi strutture, delle grandi opere, procedono anche a scapito della sicurezza di chi ci lavora, della vita dei lavoratori. Giovanni Gnoffo è morto tre anni fa e purtroppo in questi tre anni non è cambiato assolutamente niente. Ancora in Italia continuiamo a registrare un morto sul lavoro ogni otto ore. Il dato è raccapricciante. Siamo qui per ricordare Giovanni e per rivendicare uno Stato che metta al centro il lavoro e la sicurezza dei lavoratori, che investa sui controlli, che punisca quelle aziende che antepongono il profitto alla vita degli operai”.
Al sit-in erano presenti anche la moglie, Monica Garofalo, i genitori e le sorelle di Giovanni Gnoffo. “Sono passati tre anni. Era un giovedì, quel giorno ci siamo salutati come tutti i giorni. Mai avrei immaginato da lì a sera che quello sarebbe stato l’ultimo bacio, l’ultima volta che sentivo la voce di mio marito – dice Monica Garofalo, presidente dell’associazione familiari delle vittime sul lavoro – Noi sappiamo che lui non tornerà più. Ma non sappiamo come è stato possibile che un macchinario di quelle dimensioni si sia potuto spezzare e portare via una vita. Chiediamo giustizia. Il supermercato da quest’anno lavora. E ancora non conosciamo il motivo di una tragedia che ha spezzato la vita di mio marito e sconvolto quella della nostra famiglia. I miei figli stanno diventando grandi e io non sono in grado ancora di spiegare perché loro padre non è tornato a casa. Pretendo delle risposte. Tutti abbiamo una vita e tutti vogliamo andare avanti. Ma per andare avanti vogliamo queste risposte”.








