Palermo 14 ottobre 2026 – E’ stato di agitazione nel settore dei call center (Crm/Bpo), che sta vivendo la crisi più drammatica della sua storia, con ripercussioni devastanti per l’intero Paese e in particolare per la Sicilia e il bacino occupazionale di Palermo. A Palermo, gli esuberi di Konecta Italia e System House si aggiungono ai licenziamenti derivanti dalle chiusure di realtà storiche come Almaviva Contact e Abramo Customner Care.
Nell’Isola sono oltre 7 mila i posti di lavoro direttamente in pericolo, una cifra che rischia di creare un disastro sociale. Le segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpc Uil hanno indetto uno sciopero per l’intera giornata dell’11 novembre.
“La Sicilia, e in particolare Palermo, storicamente uno dei bacini più rilevanti d’Italia per i servizi di customer care, rischia di pagare il prezzo più alto di questa trasformazione non governata -afferma la Slc Cgil Palermo – Il continuo calo dei volumi di attività, unito a gare d’appalto al massimo ribasso e al tentativo di eludere la clausola sociale, sta mettendo in ginocchio migliaia di famiglie. A questa mancanza strutturale di tutele e regole si è aggiunta l’introduzione massiccia e incontrollata di strumenti di automazione e Intelligenza Artificiale. Le aziende e le committenti utilizzano la tecnologia non per qualificare il servizio o migliorare le condizioni di lavoro, ma come mera scorciatoia per tagliare il personale, azzerare i costi ed eliminare la professionalità e l’empatia dell’operatore umano”.
Nelle sole ultime settimane la situazione è precipitata ad una velocità impressionante: dopo l’annuncio da parte di Konecta Italia di oltre mille a livello nazionale e Callmat con la chiusura del sito di Matera (300 tra lavoratrici e lavoratori), l’ulteriore allarme arriva da SystemHouse (525 esuberi) portando così, a oltre 2.500 i posti di lavoro a rischio dichiarati in una sola settimana. A queste emergenze si sommano le vertenze già aperte da tempo, che vedono centinaia di lavoratori in cassa integrazione o in regime di solidarietà senza prospettive concrete. Nel frattempo, proseguono i confronti con i gruppi parlamentari e gli incontri sulla vertenza, per promuovere iniziative legislative capaci di individuare misure utili a tutelare perimetri occupazionali. Sotto la spinta dell’azione sindacale, si moltiplicano le interrogazioni parlamentari verso il ministero delle Imprese e del Made in Italy e il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
“Tutto ciò nell’indifferenza delle Istituzioni, incapaci di garantire soluzioni occupazionali e di dare seguito agli impegni presi per la salvaguardia del settore – aggiunge l’Slc Cgil Palermo – L’istituzione di un tavolo permanente di crisi con il Mimit e con il Mdlps non è più rinviabile. La transizione tecnologica non può e non deve trasformarsi in un massacro sociale. Se le aziende e le istituzioni pensano di usare l’IA e gli algoritmi per smantellare i bacini occupazionali del Mezzogiorno e di Palermo, troveranno la più ferma e determinata opposizione”.








